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Storia del Centro

....... Perché il Centro……

…….”idee in movimento”…….

 
Il Centro Sociale di Lastra a Signa è stato realizzato tra gli anni 1973 e 1978, attivo dal 1981.
La concezione teorica che sta alla base del modello organizzativo del Centro Sociale trova la sua ispirazione nei modelli nord-europei che collegando i servizi tipici di day- hospital a quelli di Centro diurno tendono ad integrare la popolazione degli anziani residenti con quelli non residenti e anche con tutte le altre fasce di popolazione.
Il Centro Sociale di Lastra a Signa, unico nel suo genere, infatti, è il frutto dell’idea che ha caratterizzato un periodo storico, quello degli anni ’70, alla cui base stava il concetto che un’Amministrazione Pubblica aveva come primo dovere quello di elevare la qualità della vita dei propri cittadini e segnatamente di  quelli collocati nei gradini più bassi della scala sociale.
La “Welthashaung”, che è alla base della concezione del Centro Sociale è una valida alternativa alle Istituzioni totali, alle Case di cura, alle cliniche, che nascono come luoghi di residenza che non sottendono un obiettivo di integrazione e di inclusione, ma quello di cura e di accompagnamento “dolce” alla morte.
Vivere all’interno del Centro Sociale vuol dire garantire la permanenza dell’utente all’interno del proprio ambiente di vita evitando, così, l’isolamento. Infatti, nelle immediate vicinanze del Centro sono presenti una mensa,un bar,  una biblioteca, una palestra, un’asilo l’Auser che formano un’area importante di socializzazione e di aggregazione.
La concezione strategica del Centro è data dal fatto che quest’ultimo, centrale rispetto ai punti nevralgici della comunità, è raggiungibile sia con l’autobus che a piedi in pochi minuti. Inoltre la vicinanza di un supermercato ha permesso agli anziani del Centro di svolgere attività quotidiane di fondamentale importanza come fare la spesa e cucinare.
Le idee guida che hanno ispirato la concezione del centro hanno anticipato anche la legislazione nazionale ( legge 328 del 2000) e regionale (legge 72 del 1997novellata poi dalla 40 del 2005 e la del. G.R. 402 del 2004) che hanno come principi ispiratori, nell’area anziani, la domiciliarizzazione degli interventi, il mantenimento e la stimolazione delle capacità residue, ma soprattutto l’inclusione e l’integrazione all’interno del contesto di vita per garantire una qualità di vita migliore e per evidenziare una visione positiva dell’anziano, portatore di conoscenze e di tradizioni.
L’anziano, residente al centro, mantiene i contatti con la famiglia e con i parenti, se presenti, vivendo autonomamente in un ‘appartamento dove i costi delle utenze quotidiane sono totalmente abbattute e l’affitto è calcolato sulla base del reddito individuale, permettendo di vivere una vita qualitativamente migliore, grazie anche alla presenza di assistenti domiciliari che aiutano i residenti nello svolgimento delle attività quotidiane e al bisogno.
…… Insomma vivere al Centro migliora la qualità di vita, è occasione di socializzazione, di relazione e divertimento, ma soprattutto garantisce un livello di autonomia ad ampio raggio nella quotidianità.